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Sin dal principio di First Man vediamo un Neil Armstrong che vira, per scampare non solo a un drammatico impatto, ma anche per ritrovare se stesso e sfuggire all’ineluttabilità della vita.
Così farà Chazelle, come contraltare del suo imperscrutabile Primo uomo, prendendo le distanze dal suo cinema musicale.
Ma nel complesso ritratto che vuole farsi pop, la macchina a mano troppo vicina ed opprimente del regista percorre la via dell’immersione in un racconto estetizzante, vacuo e convenzionale.
Finiamo così per impattare nel sentimentalismo e nella poca espressività di Gosling, rendendo quest’opera un accessibile biopic, ma poco interessante.
Video recensione di NikTheGame, dalla prima edizione di Movie Review.

